GURU


31
mar 10

doc searls

in dieci anni che esiste daimon ci è capitato di seguire un po’ tutti i guru e gli innovatori che grazie alle loro riflessioni, intuizioni e analisi hanno permesso a noi comuni mortali di cercare di intuire un po’ meglio, e con tempi un po’ più rapidi, cosa fosse questio bestione metamorfizzante che stavamo cavalcando e della cui potenza, dei cui possibili usi, non avevamo idea chiara.

pur viaggiando poco rispetto a certi colleghi, e pur non facendo i giornalisti, come e insieme a tanti abbiamo visto parlare lawrence lessig, cory doctorow, steven johnson, dave winer, abbiamo seguito zio weinberger tante volte, abbiamo fotografato e intervistato jaron lanier e abbiamo cercato altrove quelli che non potevamo vedere al vivo. inizialmente sui libri, poi leggendo i loro blog, poi in un mashup di media che comprende video, audio, testo e immagini.

dal cluetrain manifesto (1999 e sembra scritto oggi) che definire una Bibbia ormai è fin stantìo, fino a here comes everybody di clay shirky, attraversando quella foresta di significati che è l’opus magna di Manuel Castells. abbiamo inseguito code lunghe, provato a fermare il futuro, imparato parole nuove, cercato il futuro delle idee, cercato saggezza nelle masse. ci siamo chiesti cosa avrebbe fatto google. abbiamo provato a leggere di tutto, sintetizzarlo e remixarlo. e rimetterlo in circolo gratuitamente.

ultimamente sempre più mi trovo a cercare contenuti originali su youtube (speech, conferenze, spesso registrate in modo amatoriale) e farne una playlist che poi mi guardo con calma in streaming sul televisore 42″ (con buona pace di chi, noi per primi, sosteneva che i contenuti web non sarebbero mai passati per il televisore, prima di capire la differenza tra contenuti lean back e media lean forward).

se però devo ripensare a tutti quelli visti parlare, a tutti quelli guardati su youtube, a tutti quelli letti, pur con il rispetto per l’approccio alto e sistemico di tanti, quello che ricordo con più emozione è doc searls. ogni volta che guardo uno speech di searls resto colpito dalla lucidità, dall’approccio diretto e concentrato, dalla complessità dei temi e dalla stratificazione dei concetti che esprime, e con cui mi lascia sempre di qualche secondo indietro. e da quelle frasi che mi lasciano a bocca aperta con cui se ne esce ogni tanto, dette con quella faccia da james coburn che ha. ed è l’unico, maledizione, che dopo il cluetrain manifesto non ha pubblicato niente. per cui non posso che dire: thank google for youtube.

gli speech di doc searls su youtube.
il suo blog.

foto di doc searls da flickr


18
gen 10

seth godin, il markettaro pazzo

la disciplina del marketing come è insegnata a livello accademico si basa su leggi e regole che sono definite e enunciate su testi scientifici (o pseudotali, per chi come me fatica un po’ ad accettare il termine). ma che sia disposto o meno a definirlo una scienza, chiunque studi marketing deve necessariamente passare i pomeriggi a sudare sul Kotler e il marketing management, a memorizzare la nomenclatura, le definizioni delle leve del marketing, le varie formulazioni, gli enunciati. blah blah.

come capita spesso nelle scienze, il corpus di studio lo definiscono gli accademici barbosi ma quelli che fanno veramente avanzare la ricerca, quelli che riescono a innovare e sanno stare al passo con mercati che mutano ed evolvono molto più rapidamente di quanto possa mai fare l’accademia, quelli che fanno la differenza, insomma, sono gli estrosi, i creativi fuori schema, i geni pazzi.

seth godin è uno di questi, e da parecchi anni ormai il suo blog è una delle risorse più stimolanti che si possano trovare nel panorama del web marketing mondiale.

aggiornato con una frequenza e costanza encomiabile (quasi tutti i giorni, anche più volte al giorno), leggibile anche via newsletter, il blog di seth godin è una fonte quotidiana di riflessioni, cambi di prospettiva, sovvertimento del senso comune, rottura degli schemi, violazione delle regole dell’accademia di cui sopra.

a partire dal concetto di permission marketing enunciato nel 1999, godin ha saputo dare un volto umano al web marketing, mondare la cruda scienza del bullshit che conteneva (ed era tanto) e rivestirla di connotazioni umane basate sulla trasparenza, la sincerità, l’apertura, il rispetto del mercato.

seth’s blog è una di quelle risorse senza prezzo (infatti è del tutto gratuito) che ogni giorno sanno regalarti un momento di riflessione, un nuovo angolo di visione, un sorriso. spesso con un retrogusto new age (che non infastidisce mai) proprio come quell’altra delizia che è l’oroscopo di rob brezny (in italiano su Internazionale): un altro genio pazzo, un altro adorabile sovvertitore.

il blog di seth godin è, ogni giorno per tutti i santi giorni dell’anno, l’ennesima celebrazione di quell’economia della generosità che è resa possibile da Internet, e che ha contribuito a rendere Internet il media più utile, amato e innovativo del pianeta terra.