l’anno di tablet e ebook

sono anni che i geek e gli analisti si sperticano in previsioni sull’avvento dei tablet pc, portatili con uno schermo touch screen che consente di operare senza tastiera. perché un prodotto possa avere successo le esigenze dei mercati devono evolvere di pari passo con le le tecnologie: il tentativo fatto in passato da Microsoft con XP tablet è fallito: non c’era il bisogno e non c’erano le tecnologie necessarie.

pare che ora qualcosa sia cambiato: non solo il successo degli smart phone ha consentito a hardware e software di maturare, ma dopo l’immaterialità della musica (dal CD all’mp3) e quella del cinema (dal dvd al divx) pare proprio che il 2010 sia il primo anno di un processo – forse anche molto lungo – che dovrebbe portare al passaggio dal libro e dal magazine all’ebook, letti su un apposito ebook reader, su un tablet pc (ma anche su uno smartphone). non è solo moda: assistiamo alla nascita di una nuova esigenza del mercato che risponde, anche se forse solo in parte, alla voglia/bisogno di liberarsi dal supporto cartaceo.

i principali player sul mercato stanno lavorando alla loro versione di queste nuove piattaforme che dovrebbero consentire non solo di portarsi dietro la propria biblioteca digitale, ma anche (e qui stanno i due modelli di business principali) acquistare libri e leggere magazine corredati di pubblicità.

Breaking News: The New Apple Tablet has arrived! di Rego da Flickr

Breaking News: The New Apple Tablet has arrived! di Rego da Flickr

quindi amazon e barnes&noble puntano soprattutto alla vendita di contenuti di cui hanno i diritti, mentre apple – con l’annuncio di iSlate (o iPad) che dovrebbe avvenire il prossimo 27 gennaio – punta al doppio modello di vendere il lettore e guadagnare sulla distribuzione di contenuti altrui in stile iTunes. google presumibilmente punta sul vendere advertising associato a contenuti altrui, che è il suo tradizionale modello di business, attraverso un’apposita versione di android per tablet pc, e i primi annunci (HP, dell) già ci sono. Microsoft ha mostrato al CES il primo tablet con windows7.

il che significa probabilmente che gli ebook reader di amazon e barnes&noble spingeranno il più possibile ad acquistare sulle loro piattaforme, quello apple spingerà i contenuti attraverso iTunes (ma come l’iPod potrebbe essere aperto a file scaricati in altro modo), mentre presumibilmente quello google sarà come d’abitudine quasi del tutto open e espandibile, con gestione della pubblicità separata dal contenuto (strada sulla quale sembra orientata anche apple).

cosa cambierà? inizialmente, tutto e niente. la liberazione dal supporto cartaceo rischia di essere vanificata dalla necessità di doversi portare dietro un ulteriore oggetto, quindi  è importante capire se queste piattaforme sono ideate per essere un oggetto in più o se in futuro tenderanno a convergere in un unico oggetto che faccia da lettore mp3, cellulare, ebook reader, browser e gps (posto che la tecnologia consenta di garantire loro un’autonomia sufficiente per una giornata di lavoro).

in realtà è probabile che almeno inizialmente coesistano due famiglie: gli ebook reader con schermo in bianco e nero, dall’alta leggibilità, connettività per scaricare i contenuti e dai bassi consumi, con grande autonomia, e i tablet con schermo a milioni di colori retroilluminato, capacità di navigazione, connettività e elaborazione dati evolute, scarsa autonomia.

la scelta sta nel capire prima di tutto quali sono le proprie esigenze: ci serve un computer piccolo (ovvero un iphone grande) con la speranza di fare un giorno convergere tutto in un unico oggetto, oppure desideriamo una piattaforma dedicata alla lettura da portare in vacanza e in viaggio (ma anche nelle trasferte quotidiane sui mezzi pubblici)?

soprattutto, probabilmente non è il momento di precipitarsi a prenotarne uno piuttosto che un altro: è il caso di stare alla finestra per capire bene che cosa sono questi oggetti che stanno per invadere il nostro quotidiano, quali sono le loro caratteristiche tecniche (la memoria è espandibile o fissa?), quali politiche di gestione dei contenuti impongono (posso leggere gli ebook che già ho? i classici fuori copyright e gli ebook gratuiti nei vari formati? i pdf?) e quali limitazioni tecnologiche si portano dietro (quanto dura la batteria? lo schermo è abbastanza grande per un magazine? o troppo grande per portarselo dietro con comodità?), per capire quale di essi potrà consentirci in futuro di migliorare – e non di complicare ulteriormente – la nostra vita quotidiana.

la cosa certa è che, come stanno già sottolineando molti, la differenza non la farà tanto l’hardware quanto il software, e su questo sono enormemente avvantaggiati coloro che dispongono di un sistema operativo usabile, stabile, leggero e dall’interfaccia utente intuitiva, ovvero apple e google (resta da vedere se emergerà una versione di linux dedicata al tablet, e come si comporterà rispetto a mac osx e android).

naturalmente al di là dell’interfaccia la proprietà/accesso ai contenuti non guasta, anzi è criterio necessario per il successo, e la battaglia sembrerebbe giocarsi da una parte tra i distributori (amazon, b&n), dall’altra tra chi ha accordi con gli editori per l’accesso alle news (google news) ed è in grado di promettere introiti pubblicitari. per quanto abbia certamente lavorato su un catalogo iTunes, questa volta Apple sulla carta sembra svantaggiata. ma ogni volta sembra così, poi arriva e spacca il mercato. una sola cosa è forse affermabile: come coi lettori mp3, come coi cellulari, a farne le spese sarà probabilmente chi non ha né l’interfaccia né i contenuti, ovvero microsoft.

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