scritto da Joost Smiers e Marieke van Schijndel (i nordeuropei sono anni avanti a noi su queste cose), tradotto e pubblicato in Italia da Stampa Alternativa, la fine del copyright è il saggio che mancava per fare il punto dello stato dei lavori su quel ginepraio di sensi, di norme e soprattutto di fraintendimenti che è la questione diritto d’autore/copyright/diritti di distribuzione nell’era della riproducibilità tecnica, della diffusione digitale e della scomparsa dei supporti.
con pragmatismo, senza peli sulla lingua, senza falsi pudori e senza la piaggeria verso i poteri forti che contraddistingue spesso l’editoria tradizionale italiana (e fa sì che vengano prodotti testi monchi, timidi e zeppi di omissioni, al limite del comico), Smiers e la van Schijndel analizzano da un punto di vista finalmente schietto e attuale – per quanto schierato – la situazione del mercato allo stato reale delle cose, non a quello desiderato dalle major.

ne esce un quadro che toglie molte illusioni e che, lungi da dare una soluzione (che chiaramente è ancora tutta da trovare, o meglio deve ancora spontaneamente emergere) lascia comprendere chiaramente quanto il modello attuale sia insostenibile e quanto è necessario che gli editori e gli autori si aprano la testa per accettare ribaltamenti di ruoli e di modelli – anche di business – che stravolgeranno letteralmente il mercato dei media e delle opere d’ingegno in pochissimi anni. facendo anche delle vittime. un libro semplicemente necessario per chiunque lavori in qualche forma di editoria.
il saggio, venduto al prezzo non modico di 12 eurini – reso presumibilmente necessario dai costi di stampa e distribuzione per un piccolo editore indipendente – si compra in libreria e sui principali siti di ecommerce, ma è (e ci mancherebbe) anche scaricabile gratuitamente in formato digitale, con licenza creative commons, qui (PDF 597 Kb).
foto di zio Fabio da flickr
