12
mar 10

la fine del copyright

scritto da Joost Smiers e Marieke van Schijndel (i nordeuropei sono anni avanti a noi su queste cose), tradotto e pubblicato in Italia da Stampa Alternativa, la fine del copyright è il saggio che mancava per fare il punto dello stato dei lavori su quel ginepraio di sensi, di norme e soprattutto di fraintendimenti che è la questione diritto d’autore/copyright/diritti di distribuzione nell’era della riproducibilità tecnica, della diffusione digitale e della scomparsa dei supporti.

con pragmatismo, senza peli sulla lingua, senza falsi pudori e senza la piaggeria verso i poteri forti che contraddistingue spesso l’editoria tradizionale italiana (e fa sì che vengano prodotti testi monchi, timidi e zeppi di omissioni, al limite del comico), Smiers e la van Schijndel analizzano da un punto di vista finalmente schietto e attuale – per quanto schierato – la situazione del mercato allo stato reale delle cose, non a quello desiderato dalle major.

ne esce un quadro che toglie molte illusioni e che, lungi da dare una soluzione (che chiaramente è ancora tutta da trovare, o meglio deve ancora spontaneamente emergere) lascia comprendere chiaramente quanto il modello attuale sia insostenibile e quanto è necessario che gli editori e gli autori si aprano la testa per accettare ribaltamenti di ruoli e di modelli – anche di business – che stravolgeranno letteralmente il mercato dei media e delle opere d’ingegno in pochissimi anni. facendo anche delle vittime. un libro semplicemente necessario per chiunque lavori in qualche forma di editoria.

il saggio, venduto al prezzo non modico di 12 eurini – reso presumibilmente necessario dai costi di stampa e distribuzione per un piccolo editore indipendente – si compra in libreria e sui principali siti di ecommerce, ma è (e ci mancherebbe) anche scaricabile gratuitamente in formato digitale, con licenza creative commons, qui (PDF 597 Kb).

foto di zio Fabio da flickr

daimon
Categoria: LIBRILascia un commento
04
mar 10

le community per l’editoria: un futuro possibile

Non sarà cercare di ricreare le condizioni di scarsità del mercato pre-Internet che salverà l’editoria: quello in cui gli unici canali in grado di distribuire l’informazione sono controllabili o difficilmente replicabili è un mondo passato. La rianimazione di modelli defunti non ha speranze, tantomeno l’approccio repressivo. Invece di lamentarsi bisogna cercare, con umiltà, di intuire [...]

23
feb 10

regalare è meglio che vendere ovvero del perché cory doctorow è meglio di michael crichton

a me piace la fantascienza, soprattutto quella sociale (più philip dick che asimov, per capirci). tra gli ormai pochi autori che riesco a leggere ce n’è uno che si chiama cory doctorow, di cui ho recentemente comprato l’ultimo romanzo, makers. ora si dà il fatto che, per ragioni mie, a casa non trovi il tempo [...]

18
feb 10

l’insostenibile inutilità del comunicare alla stampa (e non attraverso la stampa)

che il comunicato stampa, questa simpatica è un po’ bizzarra tradizione che è retaggio del ventesimo secolo e della comunicazione ai tempi dei nostri nonni, non viene letto dal nostro mercato lo sappiamo tutti, vero? che gli effettivi clienti (o potenziali tali) del prodotto non lo leggono, e che gli unici a leggerlo sono lo [...]

16
feb 10

a proposito di Schmidt ovvero perché Google ha sminchiato la privacy di Buzz

Google Buzz non è una nuova piattaforma di social networking, ma piuttosto una sorta di espansione/upgrade di protocollo che cerca di adattare la “vecchia” e-mail alle nuove esigenze del social networking. il che lo rende già meno assimilabile a Friendfeed e forse anche a Facebook dal punto di vista della gestione privacy (Buzz è più [...]

12
feb 10

capire sarebbe meglio che combattere, ovvero quando i social media son tutti chiodi

con gli attuali tassi di crescita dell’accesso a Internet e la rapidità con cui si diffondono le nuove risorse, si assiste sempre più spesso a fenomeni di rigetto immediato dei nuovi media. un po’ il fatto che il primo impatto con una nuova interfaccia mette sempre ansia, un po’ che in Italia per carattere e [...]